Toponomastica e luoghi curiosi di Palermo

    Le vie "a tema" di Palermo

    Le vie della Palermo antica cambiavano spesso nome, ogni qual volta nei luoghi si avvicendavano le attività di maestranze esperte. Tutto ciò accadeva soprattutto nelle vie del centro storico in cui ci sono ancora diverse testimonianze. Un tratto dell'attuale corso Vittorio Emanuele viene indicato nei documenti del XVI secolo come via dei "Chitarrara", per la presenza dei costruttori di strumenti a corda, ma il nome più comune fu via dei "Librai" per la presenza dei venditori di libri. Nel XVIII secolo alla vendita dei libri si affiancò quella di cinghie e finiture in cuoio per cavalcature per cui la strada venne anche detta di "Cintorai". Lungo la strada esercitavano anche i venditori di chiodi e lo stesso convento Francescano viene spesso indicato come San Francesco ai Cintorai o San Francesco "li Chiovara".

    La Santuzza

    La "Santuzza", come la chiamano i devoti palermitani, è Santa Rosalia, la patrona della città. La tradizione vuole che Rosalia, figlia dei nobili Sinibaldi, stanca della vita aristocratica si fosse rifugiata in montagna, in una grotta dove adesso sorge il santuario a lei dedicato. L'occasione per il ritrovamento dei resti di Santa Rosalia si presentò durante la peste del 1624. Per quanti rimedi si fossero sperimentati, il male continuava a mietere vittime. E così la Santuzza apparve in sogno ad un saponaio, che si era recato nei luoghi in cui si trova la grotta della Santa. Santa Rosalia promise la cessazione della peste e del contagio a patto che fossero riportate alla luce le sue spoglie e condotte in solenne processione. Appena il volere della Santa fu eseguito la peste si dileguò.

    La Cattedrale

    Cattedrale di PalermoIntitolata a Maria Santissima Assunta, la Cattedrale di Palermo era in principio, alla fine del IX secolo, una grande moschea che poteva contenere più di settemila musulmani. Dopo invece, con la dominazione dei normanni, quello che era il luogo di culto per i musulmani divenne il luogo di culto più importante per i cristiani.

    Piazza della Vergogna

    Nel 1573 a Palermo venne realizzata la Fontana Pretoria. Un ricco repertorio plastico di statue, che rappresentano divinità mitologiche, mostri, animali, delfini, arpie e sirene. Le palesi nudità delle figure e le strane specie animali esposte non mancarono di turbare l'animo dei cittadini che ribattezzarono questo luogo "Piazza della vergogna".

    La Vucciria

    Il mercato della Vucciria anticamente venne denominato Bocceria Vecchia, cioè mercato specializzato nella vendita della verdura. Dalla corruzione di quel nome deriva il toponimo Vucciria che ha assunto nel tempo il significato di "forte vociare".

    La Bocceria Nova o della Carne

    Fino al 1837 il macello delle carni si trovava nella parte più bassa del Sealcadio, l'antico quartiere a settentrione del Cassaro. La macellazione e la vendita avvenivano attorno ad una piazzetta, detta dei Caldomai (venditori di interiora) tra la via dei Giovenchi e la via Candelai, poco distante dalla piazza di Sant'Onofrio dove scorreva il torrente Papireto. Nel 1589 i macellai vennero divisi in tre differenti categorie: Bocceri, Caldomai e Strefizzara. Formarono tre botteghe nella piazza del macello e fabbricarono la nuova chiesa intitolata a Santa Maria delle Grazie.

    La Meschita

    Gli ebrei, presenti a Palermo fin dal VI secolo, abitarono un quartiere esterno alle mura del Cassaro, posto a meridione della città tra l'Albergheria e la Kalsa. Il rione era detto in arabo "Harat al yahud" (quartiere dei Giudei) ed aveva un andamento a fuso allungato che assecondava l'ampia curva prodotta dal torrente Kemonia, che vi scorreva. Era costituito da una serie di giardini ed orti ed era diviso in due contrade: la Meschita a sud, dove c'erano la sinagoga ed una serie di edifici ed abitazioni, e la Guzzetta, una sorta di vasto pianale dove si trovava il macello dei Giudei. Il collegamento con il quartiere Cassaro avveniva attraverso la "porta Giudajaca".

    L'Ospedaletto

    La zona più orientale del quartiere ebraico, tra la via Parrocchia dei Tartari e vicolo Mezzojuso era detta dell'Ospedaletto. Infatti è esistito in questo luogo un complesso detto l'Ospedaletto che serviva nell'800 da conservatorio per le fanciulle povere. La contrada dell'Ospedaletto era in origine contigua alla via Divisi (nell'odierno centro storico della città, vicino alla stazione ferroviaria); oggi ne risulta separata dall'apertura della via Roma. Nell'isolato tra via Montesanto, Mezzojuso e Divisi esisteva un conservatorio per le fanciulle povere e sbandate e, nel XVII secolo, vi si assistevano gli ammalati incurabili e i convalescenti poveri. La contrada appartenuta agli ebrei venne sconvolta nel 1600 dal taglio della via Maqueda (uno degli assi principale della città che incrocia il Cassaro) che interruppe alcuni dei vicoli della parte occidentale del quartiere.

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